Lezione simulata
La traccia arriva 48 ore prima dell’esame. La differenza la fa arrivarci con una struttura già collaudata: ecco le aree tematiche dello schema che usiamo e i punti su cui concentrarsi, area per area.
Come funziona
La lezione simulata è la prova orale della prova finale dei percorsi abilitanti. La traccia viene comunicata dalla commissione circa 48 ore prima: in quel tempo devi progettare un’attività didattica su quella traccia e presentarla oralmente, illustrando le scelte contenutistiche, metodologiche e didattiche compiute.
Il colloquio dura in genere 8-10 minuti. Con così poco tempo, la qualità della progettazione (e l’ordine con cui la presenti) è ciò che resta alla commissione.
Cosa valuta la commissione
- La coerenza della progettazione: obiettivi, metodologie, tempi e valutazione devono tenersi insieme
- La qualità delle scelte didattiche e la loro motivazione
- L’attenzione all’inclusione (BES, DSA) e alla gestione della classe
- La capacità espositiva: chiarezza, sicurezza e gestione del tempo
La presentazione, area per area
Il numero di slide varia da ateneo ad ateneo: quello che non cambia sono le aree da coprire. Seleziona un’area per vedere cosa inserire e capire su cosa concentrarsi, e perché.
Apertura
Perché conta: I primi secondi orientano la commissione: chi sei, di cosa parli e con quale ordine. Un indice chiaro guida anche il colloquio che segue.
Un metodo, non una scorciatoia
La traccia arriva 48 ore prima, quindi lavoriamo prima: costruiamo insieme la struttura-tipo, la alleniamo su tracce di esempio e chiariamo i criteri della commissione. La progettazione sulla traccia assegnata resta un lavoro tuo: il nostro compito è farti arrivare a quelle 48 ore con un metodo collaudato.
Alcuni lavori realizzati
Le copertine di alcune lezioni simulate costruite con questo schema. Le mostriamo per darti un’idea del risultato: clicca per ingrandire. Il contenuto completo resta riservato.
Sulla lezione simulata
Il colloquio dura in genere 8-10 minuti. Alcuni atenei adottano format leggermente diversi: controlla sempre il regolamento del tuo corso.
La traccia no: viene comunicata circa 48 ore prima. Il metodo sì, ed è ciò che fa la differenza: chi arriva con una struttura-tipo collaudata usa le 48 ore per adattarla, non per improvvisare.
Non esiste un numero valido per tutti: ogni ateneo dà indicazioni proprie su lunghezza e format. Più del numero contano le aree da coprire con ordine: contesto, finalità e competenze, obiettivi, attività didattica e valutazione. Il nostro schema le tocca tutte e si adatta al regolamento del tuo corso.
Distinti in tre blocchi: conoscenze (cosa si deve sapere), abilità (cosa si deve saper fare) e competenze (come usare conoscenze e abilità in contesti significativi). È la tripartizione della didattica per competenze, e la valutazione deve esserle coerente.
È l’area più estesa della progettazione: valutazione degli alunni con BES, diagnostica, formativa, rubriche di processo e prodotto, sommativa con griglia e autovalutazione. Progettarla come processo, e non come voto finale, è ciò che la commissione si aspetta.
Sì: lo schema dedica un’area alle strategie per lo studente con DSA e per lo studente certificato ai sensi della L. 104/92, e le strategie inclusive compaiono anche dentro ogni fase dell’attività. La progettazione inclusiva è parte del profilo docente valutato.
Almeno la Raccomandazione europea del 22 maggio 2018 per le competenze chiave e il D.M. 139/2007 per le competenze di cittadinanza, oltre alle Indicazioni nazionali o Linee guida della propria disciplina. Citarli con precisione dà solidità alla progettazione.
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